Ci siamo quasi, tra una settimana inizierà il Torino Graphic Days, evento che Printaly ha avuto l’onore di supportare come partner. Ci siamo occupati della stampa di molti dei materiali promozionali dell’evento, ma in questo post abbiamo deciso di approfondire la storia della manifestazione con un’intervista a Fabio Guida, presidente del Print Club Torino e coordinatore del festival, e di dedicare uno sguardo più ravvicinato al biglietto di invito esclusivo stampato appositamente per questa edizione.

Torino Graphic Days, "In the City" - © Torino Graphic Days
Torino Graphic Days, “In the City” – © Torino Graphic Days

La storia del Torino Graphic Days è molto singolare. È un evento che ha preso vita dalla tesi di laurea della studentessa Serena Sacchero di cui eri il relatore. Ci racconti come è nata questa idea e come si è sviluppato il progetto parallelamente alla tesi?
In realtà questo festival nasce molto prima: con l’associazione culturale PLUG – tra gli enti organizzatori di Torino Graphic Days – è dal 2010 che organizziamo conferenze, workshop, contest e mostre con artisti e professionisti internazionali della comunicazione visiva. Con la fondazione di Print Club Torino – altro principale organizzatore -, nel 2015, la nostra rete si è ampliata e consolidata consentendoci di acquistare un punto di vista più ampio sul settore del visual design e della sperimentazione grafica e beneficiando del clima di scambio e collaborazione creatosi con le realtà coinvolte fino adesso. Nel 2016, con Serena, è nato un progetto visionario, che è andato ben oltre una tesi di laurea presentata al Politecnico di Torino. L’idea di un festival, che non esisteva in Italia, e che attraverso il tema della comunicazione visiva, offrisse al pubblico workshop, conferenze, performance, percorsi espositivi ed esperienziali in quattro giorni dal respiro internazionale. Serena ha seguito il progetto insieme alla squadra che quotidianamente lavora all’organizzazione del festival, occupandosi in prima persona della scelta dei contenuti, degli aspetti relazionali, degli sponsor, della strategia di comunicazione e dell’evento, potendo poi raccogliere la sua esperienza all’interno della tesi. Uno storytelling interessante per tutti quei giovani che studiano materie inerenti all’ambito del visual design e vogliono avere uno sguardo sul mondo del lavoro. Spesso gli stessi studenti lamentano una scarsa preparazione pratica, una volta inseriti nell’ambito lavorativo. Dalla tesi di Serena sulla prima edizione del festival, anche altri miei studenti hanno avuto la possibilità di misurarsi con la complessità dell’organizzazione di un evento come questo, orientando il loro percorso di tesi su uno degli aspetti legati alla manifestazione.

Cartoline del TGD stampate da Printaly © Torino Graphic Days
Cartoline del TGD stampate da Printaly © TGD

Questa è la terza edizione del Torino Graphic Days. Quali le novità e i traguardi importanti per questo nuovo anno?
Dalla prima edizione siamo cresciuti molto, nell’offerta al pubblico e nel network di attori coinvolti. Grazie alle istituzioni e ai partner, come Printaly, che hanno creduto in noi e condiviso il nostro entusiasmo, abbiamo aggiunto il palinsesto di eventi gratuiti diffusi nella città di Torino nel mese che precede la manifestazione – la rassegna In the city – e abbiamo moltiplicato i contenuti del festival: quest’anno ospiteremo 30 mostre, tra cui un focus sulla scena della comunicazione visiva polacca, una mostra dedicata ad Albe e Lica Steiner, curata dalla figlia Anna Steiner, ed una serie di contributi della casa editrice Einaudi – grazie alla concessione di Stefano Molina e Claudio Pavese -, fino ad arrivare alle ultime sperimentazioni digitali di poster cinetici, che si aggiungono ai percorsi esperienziali in cui i visitatori potranno sperimentare diverse tecniche di produzione grafica. Oltre alle mostre ci saranno moltissime performance live degli artisti e percorsi esperienziali. La sera dell’opening, l’11 ottobre dalle 18.30 il festival comincerà con un’immersione nelle atmosfere digitali grazie alla collaborazione con Google e con la creative agency torinese Curve Studio: tramite l’utilizzo del software Google Tilt Brush e dei visori per la realtà virtuale, infatti, alcuni artisti professionisti si esibiranno in performance di illustrazione tridimensionale.

Guardiamo più da vicino l’invito stampato per il Torino Graphic Days.
La busta è stata stampata su carta “Ispira” offerta da Fedrigoni, la cui speciale finitura superficiale gommata consente un’elevata morbidezza al tatto e un’elevata resa di stampa. Colore: Nero Mistero. Stampa: pantone oro.
L’invito invece è stato realizzato accoppiando una carta Woodstock da 290 g in 5 colori differenti stampati in offset con termorilievo, con una Fedrigoni Sirio Black Black da 480 g con dettagli in serigrafia lucida e serigrafia ruvida.
Invito per il Torino Graphic Days. Stampa a cura di Printaly
Invito per il Torino Graphic Days. Stampa a cura di Printaly

Hai affermato più volte che l’obiettivo principale dell’evento è quello di “accorciare le distanze fra i non addetti ai lavori e il mondo della visual design, portando a Torino gli artisti più interessanti del panorama europeo della comunicazione visiva”. Qual è secondo te la chiave per far comprendere un settore come quello del visual design che è sempre stato confinato nell’ambito degli operatori del settore?
Quello che ci piacerebbe far capire alle persone che non sono del settore è la pervasività della comunicazione visiva nella vita di tutti i giorni: dalle insegne per strada al packaging dei prodotti che acquistiamo, tutto quello con cui veniamo a contatto nella nostra vita quotidiana passa dalla comunicazione visiva. Si tratta di una grossa parte del nostro vissuto su cui vorremmo creare una consapevolezza e spingere a sviluppare una sensibilità. Il visual design dovrebbe uscire dalle nicchie artistico-culturali in cui spesso è stato confinato e questo è reso possibile da moltissimi progetti interessanti portati avanti in Italia, ma soprattutto all’estero (basti pensare ad alcuni progetti legati alla segnaletica o a processi digitali innovativi) in cui la grafica è un utilissimo strumento per portare all’attenzione temi sociali importanti, sensibilizzando le persone e stimolando una riflessione. La chiave che abbiamo scelto di utilizzare per attuare questa consapevolezza è l’engagement: ossia il coinvolgimento diretto del visitatore nell’esperienza visiva, che dev’essere un’esperienza a 360 gradi, in cui l’utente possa sperimentare tecniche di produzione e le contaminazioni tra le arti visive.

Il palinsesto di avvicinamento In The City, avviato già a settembre con circa 35 eventi e mostre, è una novità di questa seconda edizione. Un altro tassello per coinvolgere la città e appassionare gradualmente il pubblico alla comunicazione visiva?
Se i quattro giorni di festival a Toolbox Coworking nascono con l’intento di portare il meglio del panorama internazionale della comunicazione visiva a Torino, il palinsesto In the City è stato pensato per valorizzare le eccellenze torinesi del settore della grafica per portarle ad uscire dai luoghi usuali ed incontrare le persone. Quest’anno, tra le location, oltre a musei e poli culturali, ci sono esercizi commerciali, ristoranti, studi professionali eccezionalmente aperti al pubblico e spazi all’aperto dove le persone potranno venire a contatto con performance di sketching, mostre fotografiche, talk e molte altre attività.

L’incontro tra addetti e non addetti ai lavori, quello tra rappresentanti internazionali e nazionali, e infine quello tra discipline differenti. Tutta la manifestazione passa attraverso lo scambio e il dialogo. Non è così?
Sì assolutamente, la condivisione di esperienze, competenze e punti di vista diversi è il fulcro della manifestazione. I tutor dei workshop e gli speaker delle conferenze vengono da tutto il mondo e accettano di partecipare al festival proprio in virtù del clima di scambio che sta alle fondamenta. Professionisti de settore, studenti, amatori, ma anche semplici curiosi si incontrano al festival per fruire i diversi livelli di approfondimento dei contenuti e delle attività in programma. Torino Graphic Days è in primis un momento di divertimento e sperimentazione, qualcosa che mancava in Italia e che prende molto dei festival europei per poi creare un evento completamente nuovo. Ospiti come Studio Dumbar (NL) inviteranno i partecipanti al loro workshop ad interpretare “i segnali alieni” per poi rispondere loro utilizzando delle animazioni, mentre Cane Secco e la Slim Dogs racconteranno la loro esperienza legata a Youtube. Gli argomenti sono veramente tantissimi, dal graphic design, alle produzioni video passando per il sign painting. Sabato sera (13 ottobre), grazie alla partnership con il Goethe Institut di Torino, il festival ospiterà il talk di di Sascha Lobe, partner di Pentagram London, uno degli studi più importanti al mondo, in cui si parlerà di sistemi di wayfinding, stampa, branding e immagine coordinata nella loro integrazione tra 2D e 3D.